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IL MIO CONTRABBASSO
CON INFLUENZE MEDIORIENTALI

in viaggio dalla musica classica al makam

Come tanti bassisti ho iniziato lo studio del basso elettrico da autodidatta per poi avvicinarmi al jazz e al contrabbasso. In seguito mi sono diplomato in contrabbasso classico presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, sotto la guida del maestro Piermario Murelli. 


Nel 2014 mi trasferisco in Medioriente in cerca di nuovi stimoli. Insegno contrabbasso al Conservatorio "Edward Said" di Gerusalemme e l'incontro con il clarinettista Harel Shachal, in qualita' di contrabbassista nella sua orchestra, mi fa scoprire la musica ottomana e la musica sufi.

Oggi la musica etnica e modale sono una parte importante della mia ricerca musicale e attività concertistica. Ho sviluppato una tecnica e un linguaggio funzionali all’esecuzione della musica orientale sul contrabbasso, che prevede anche l’utilizzo di microtoni.


Il mio contrabbasso orientale ha prestato la sua voce nel Quartetto Berati, progetto del clarinettista Artur Nallbani dedicato a musiche tradizionali dell’Albania. Per diversi anni ho suonato con Fase Hobart, collettivo guidato da Marco Pisi che fonde il free jazz a sonorità etniche. Ho suonato con l’Ensemble di musica mediterranea Fnadujo, progetto del chitarrista Pierpaolo Palazzo.

Nel 2019 sono rientrato a Milano e ho dato vita insieme a Marco Pisi al duo Fase Obo affiancando al contrabbasso due strumento turchi: lo Yayli Tambur e il Rebab.

La musica per me è anche impegno sociale e non posso non ricordare il “Concerto dei Mille, un evento benefico che ho ideato e organizzato insieme a tanti amici e che ha visto il coinvolgimento di mille musicisti provenienti da tutta Italia per suonare tutti insieme in sostegno delle popolazioni emiliane colpite dal terremoto.

Nel 2021 mi trasferisco a Roma e parallelamente all'attivita' concertistica sono impegnato ad avvicinare i bambini allo studio del contrabbasso. Negli anni ho ideato e sviluppato con successo un metodo didattico che prevede l’utilizzo dei mini contrabbassi (www.claus-freudenstein.de) e di uno strumento, il canjo basso, costruito con materiali di recupero e molta fantasia.